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Il D.Lgs.147/2015 ha introdotto una nuova agevolazione a favore dei lavoratori che decidono di trasferirsi in Italia, che consiste in un abbattimento della base imponibile del 30%.


Dal 2016 la nuova disposizione andrà a sostituire quella prevista dalla L.238/2010, il cosiddetto “rientro dei cervelli”, agevolazione che sarà usufruibile fino al prossimo 31/12/2015.

LAVORATORI CHE SI TRASFERISCONO IN ITALIA: LA NUOVA AGEVOLAZIONE
Secondo quanto stabilito dall’art.16 D.Lgs.147/2015, la nuova agevolazione si applica ai lavoratori in possesso di determinati requisiti che trasferiscono in Italia la propria residenza (art.2, TUIR).
Nello specifico, il beneficio opera al ricorrere delle seguenti condizioni:

REQUISITI AGEVOLAZIONE
  • i lavoratori non sono stati residenti in Italia nei 5 anni precedenti il trasferimento e si impegnano a permanere in Italia per almeno 2 anni;
  • l’attività lavorativa viene svolta presso un’impresa residente in Italia in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che direttamente o indirettamente la controllano, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa;
  • l’attività lavorativa è prestata prevalentemente nel territorio italiano;
  • i lavoratori rivestono ruoli direttivi ovvero sono in possesso di requisiti di elevata qualificazione specializzazione che saranno definiti con decreto del MEF.

Qualora siano rispettati i suddetti requisiti, i lavoratori interessati dall’agevolazione beneficiano di un abbattimento dell’imponibile sul lavoro dipendente pari al 30% del totale.
Pertanto, il reddito di lavoro dipendente prodotto in Italia dai lavoratori interessati concorre al reddito complessivo limitatamente al 70% del suo ammontare.

CRITERIO DI DETERMINAZIONE DEL REDDITO
Con l’art.16 comma 2 del DLgs.147/2015, viene stabilito che:

  • il criterio di determinazione del reddito previsto per la nuova agevolazione,
  • si applica anche ai soggetti che beneficiano dell’agevolazione per il “rimpatrio dei cervelli” (L.238/10),
  • le cui categorie vengono individuate tenendo conto delle specifiche esperienze e qualificazioni scientifiche e professionali con un nuovo DM  di prossima pubblicazione.

Nota: esaminando la norma, sembrerebbe che l’agevolazione debba essere ridotta all’intensità prevista dalla nuova fattispecie introdotta dall’art.16 DLgs.147/2015 (abbattimento del 30% del reddito imponibile); sul punto sono però necessari chiarimenti ufficiali in quanto la L.238/2010 prevedeva l’applicazione del bonus anche al reddito di lavoro autonomo o d’impresa, mentre la nuova agevolazione si applica solo al lavoro dipendente.

DECORRENZA
Le nuove disposizioni si applicano a decorrere dal periodo di imposta in cui è avvenuto il trasferimento della residenza nel territorio dello Stato e per i 4 periodi successivi.
Con un apposito decreto del MEF, da emanarsi entro 90 giorni dal 7/10/2015, vanno adottate le disposizioni di attuazione anche in merito al coordinamento con le altre norme agevolative vigenti in materia, nonché alle cause di decadenza dal beneficio.

MODIFICHE APPORTATE ALLA LEGGE N. 238/2010
Come anticipato, l’introduzione della norma agevolativa pone alcune problematiche di coordinamento con l’incentivo previsto dalla legge n.238/2010. Detta disposizione ha previsto la concessione di incentivi fiscali, sotto forma di riduzione della base imponibile IRPEF, per i lavoratori che rientrano in Italia; in particolare, i benefici spetta(va)no fino al 31/12/2017 (termine prorogato dall’art.10 c.12-octies DL192/2014) e sono rivolti ai cittadini dell’UE:

  • nati dopo il 1° gennaio 1969;
  • in possesso di un titolo di laurea, che hanno risieduto per almeno 24 mesi consecutivi  in Italia e che, sebbene residenti nel loro Paese d’origine, hanno svolto continuativamente, negli ultimi 24 mesi o più, un’attività di lavoro dipendente, autonomo o di impresa, fuori da tale Paese e dall’Italia, ovvero un’attività di studio, conseguendo un titolo di laurea o una specializzazione post lauream;
  • che vengono assunti o avviano un’attività d’impresa/lavoro autonomo in Italia e trasferiscono il proprio domicilio, nonché la residenza, in Italia entro 3 mesi dall’assunzione o dall’avvio dell’attività.

Tali categorie di soggetti sono state individuate dal DM 3/06/2011, tenendo conto delle specifiche esperienze e qualificazioni scientifiche e professionali. Sono esclusi dai benefici i dipendenti a tempo indeterminato di PA o di imprese italiane che svolgono all’estero la propria attività lavorativa.

BENEFICI FISCALI
Quanto al regime fiscale di favore, i redditi di lavoro dipendente, autonomo o d’impresa percepiti dalle persone fisiche, che rispondono ai suddetti requisiti, concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dell’IRPEF nelle seguenti percentuali: 20% per le lavoratrici e 30% per i lavoratori;
Al riguardo, la CM 14/2012 ha chiarito che:

  • sono agevolabili anche i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (tra cui quelli derivanti dallo svolgimento di cariche di amministratore di società);
  • l’abbattimento dell’imponibile opera sui redditi determinati secondo le regole proprie di ciascuna categoria reddituale (lavoro dipendente, autonomo e d’impresa);
  • gli incentivi possono trovare applicazione anche per coloro che hanno mantenuto  formalmente  la residenza in Italia durante il periodo di lavoro o studio trascorso all’estero;
  • su specifica richiesta dei  dipendenti, il beneficio può essere computato dal datore di lavoro ai fini del calcolo delle ritenute fiscali.

DECADENZA
Il beneficiario degli incentivi decade dal diritto nel caso in cui trasferisca nuovamente la residenza o il domicilio fuori dall’Italia prima di 5 anni dalla data della prima fruizione dell’agevolazione. In tal caso, si provvederà al recupero degli incentivi già fruiti, con applicazione delle relative sanzioni e interessi.

MODIFICHE APPORTATE DAL DLGS.147/2015
Con riferimento alla suddetta agevolazione, il Dlgs in esame ha apportato le seguenti modifiche:

  • viene abrogato il requisito anagrafico previsto dall’agevolazione (soggetti nati dopo il 01/01/1969);
  • le modalità di calcolo del reddito vengono individuate nei nuovi criteri previsti dal DLgs.147/2015;
  • viene abrogato l’art. 10 c.12-octies del DL 192/2014 che disponeva la proroga al 31/12/2017 per la fruizione dei benefici; conseguentemente l’incentivo va applicato fino al prossimo 31/12/2015.

Nota: nel complesso il D.Lgs.147/2015 non permette di comprendere i problemi di coordinamento con l’agevolazione prevista dalla L. 238/2010. Ad oggi, infatti, non è chiaro se l’agevolazione sia applicabile solo nella nuova misura prevista (con abbattimento del 30%), e soprattutto se la previsione si applichi solo alle nuove fattispecie che si perfezioneranno dal 07/10 al 31/12/2015, oppure anche a quelle in corso.

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