Anticipo pensionistico: agevolazioni fiscali per le imprese

Beneficio fiscale per le imprese che mandano in pensione anticipata i dipendenti attraverso l‘APE aziendale. Ad affermarlo il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

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Il Governo ha approvato la manovra sabato 15 ottobre. Precedentemente, lo stesso esecutivo ha abbondantemente anticipato i contenuti delle misure relative alla previdenza. Contenuti, oggetto anche di discussione nell’ambito di un tavolo negoziale con i sindacati confederali, che ha portato a un accordo su una serie di punti della Riforma.

Per quanto riguarda l’anticipo pensionistico APE nel momento in cui viene utilizzato nell’ambito di ristrutturazioni aziendali, è a carico dell’impresa.

Tipologie di anticipo pensionistico

Si tratta di una delle tre tipologie di anticipo pensionistico previste:

  • APE volontario: il lavoratore si ritira a 63 anni, con tre anni e sette mesi di anticipo rispetto all’età pensionabile, ottiene un trattamento che rappresenta appunto un anticipo sulla pensione, da restituire poi con rate ventennali. Il trattamento è versato dall’INPS, ma è finanziato dalle banche (quindi lo stato in questo caso non spende nulla);
  • APE sociale: è riservato ad alcune particolari categorie di lavoratori, ad esempio disoccupati, invalidi, con carichi familiari gravosi, impegnati in lavori usuranti;
  • Ape aziendale: è quello su cui il ministro Poletti ha annunciato il bonus in arrivo. In pratica, quando la scelta avviene nell’ambito di una ristrutturazione aziendale, il trattamento è a carico dell’azienda, che versa all’INPS una contribuzione correlata alla retribuzione percepita prima della cessazione del rapporto di lavoro, in modo da produrre un aumento della pensione tale da compensare gli oneri relativi alla concessione dell’Ape.

In questo ultimo caso il costo per l’impresa sarà bilanciato da un bonus fiscale.

Non si conosce l’entità dell’agevolazione, che però secondo quanto anticipato dal ministro è pensata per rendere alle imprese l’ipotesi APE più conveniente rispetto a un’altra possibilità di flessibilità in uscita introdotta dalla Riforma del Lavoro Fornero. Quest’ultima consente di ritirarsi con quattro anni di anticipo, con un trattamento pagato dall’azienda che consente di agganciare la pensione.

Intesa governo-sindacati

Ricordiamo infine che il verbale Governo – sindacati prevede anche un impegno, da parte dell’esecutivo, a definire agevolazioni fiscali per favorire quote di contribuzione aggiuntiva da parte del datore di lavoro alla previdenza complementare. Si potenzia così la rendita temporanea erogata dalla previdenza complementare per compensare gli oneri dell’APE.

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