Apprendistato per disoccupati senza limiti di età

I lavoratori disoccupati, percettori di sostegno al reddito, possono accedere all’apprendistato professionalizzante senza limiti di età.

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Esempio pratico

Devo assumere un lavoratore 40enne, attualmente in disoccupazione, titolare di NASpI. Siccome ho 14 unità operative in azienda e l’assunzione di quest’ultimo mi farebbe scattare l’obbligo includere obbligatoriamente un disabile nell’organizzazione aziendale, ai sensi dell’art. 3 della L. n. 68/1999, vorrei sapere se esiste un modo per evitare ciò riducendo di conseguenza il costo del lavoro. Il lavoratore è un ex commesso di un negozio di alimentari, che ora andrebbe a ricoprire la mansione di barista.

Soluzione alla domanda

Innanzitutto, è possibile assumere il lavoratore senza far scattare la quota di riserva. La risposta è contenuta nell’art. 47, co. 4 del D.Lgs. n. 81/2015, il quale prevede espressamente che:

  • “Ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale è possibile assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione. Per essi trovano applicazione, in deroga alle previsioni di cui all’articolo 42, comma 4, le disposizioni in materia di licenziamenti individuali, nonché’, per i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità, il regime contributivo agevolato di cui all’articolo 25, comma 9, della legge n. 223 del 1991, e l’incentivo di cui all’articolo 8, comma 4, della medesima legge” consentendo dunque ai datori di lavoro di assumere disoccupati, senza limiti di età, purché percettori di una indennità di disoccupazione”.

Consulenza del lavoro: 1 domanda

Nota bene

Grazie alla suddetta normativa, i datori di lavoro potranno assumere disoccupati, senza limiti di età, purché percettori di un’indennità di disoccupazione, per esempio NASpI, come nel caso di specie.

Ad ogni modo, il presupposto necessario è che il lavoratore interessato sia titolare, al momento in cui si instaura il rapporto, di una qualsiasi indennità di sostegno del reddito (NASpI, Dis-Coll, ASDI, ecc.).

L’apprendistato professionalizzante, può riguardare una qualificazione ulteriore rispetto a quella già posseduta o una riqualificazione professionale.

Il fatto che il lavoratore, da ex commesso, andrebbe a ricoprire una mansione del tutto differente, ossia barista, lo rende compatibile con il caso in questione, rendendo quindi necessario un Piano Formativo Individuale (PFI).

Considera che

Al termine del rapporto di apprendistato non è possibile esercitare il diritto di recesso e non è prevista l’estensione della contribuzione ridotta nell’anno successivo alla trasformazione del rapporto.

Inoltre, anche per l’apprendistato ex art. 47, comma 4 è ammessa la percentualizzazione della retribuzione dell’apprendista, in alternativa all’inquadramento fino a due livelli inferiori rispetto a quello di arrivo, a suo tempo stabilito dall’art.53, co.1, del D.Lgs. n. 276/03.

Informiamo, per finire, che la quota di riserva (art. 3, lett. c) della L. n. 68/1999), che scatta dall’assunzione del 15° dipendente, potrà essere evitata in quanto gli apprendisti non rientrano fra i soggetti computabili.

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