Associazioni: iscrizione e ammissione ai corsi

Il tema che affronteremo in tema di associazione all’interno di questo articolo è: “l’imprenditore (o più comunemente gestore del centro fitness), che offre corsi agli associati, sarà soggetto ad ammettere l’iscritto che non accetti di sottoscrivere una domanda di associazione o di tesseramento?

L’imprenditore (riconducibile alla gran parte dei gestori dei centri di fitness) che offre un servizio ad una generalità di destinatari nonché l’associazione sportiva che propone seminari di perfezionamento o di apprendimento teorico-pratico, formulano una dichiarazione di iscrizione rivolta ad un numero imprecisato di soggetti e agli associati impersonalmente.

L’accettazione dei soggetti interessati

Il problema che ne consegue è quello di valutare se, ricorrendo le ipotesi descritte, residui l’obbligo a contrarre a carico del dichiarante, ovvero se saremo costretti ad accettare in palestra il soggetto interessato, anche se “non gradito”.

L’associazione sportiva che intercetta il pubblico attraverso la pubblicizzazione mediale dei corsi, dettagliandone il programma ed il costo, formula un’offerta al pubblico che vale come proposta (articolo 1336 cod. civ.). La  collocazione sistematica dell’articolo relativo all’offerta al pubblico, inserito fra le disposizioni relative alla formazione dell’accordo, e la lettera della norma rendono indubbio che l’offerta in parola, quando contiene tutte le condizioni del contratto, è una proposta di contratto o un elemento di un possibile contratto.

La proposta impegna l’offerente a contrattare nei termini e nelle condizioni indicate, quindi ha un’efficacia preparatoria, dunque vincola l’offerente alla propria dichiarazione di volersi impegnare contrattualmente. Il dichiarante è vincolato dalla promessa non appena essa è resa pubblica. L’offerente può revocare l’offerta fino a quando non è avvenuta l’accettazione (iscrizione in palestra); la revoca se è fatta nella stessa forma dell’offerta o in forma equipollente è efficace anche nei confronti di chi non ne ha avuto notizia.

Un contratto perfetto si ha quando l’offerta al pubblico è aderita da alcuno dei destinatari.

Valutazione ricorso avviso di accertamento

L’offerta incontra l’adesione: i casi

Di maggiore interesse è stabilire se l’offerta al pubblico è fonte dell’obbligazione a contrarre indipendentemente dalla volontà dell’offerente di rifiutare o di scegliere con chi contrattare.

Il centro di fitness avrà titolo, ad esempio, a rifiutare il rinnovo dell’abbonamento ad un soggetto che, per il comportamento adottato, non sia “gradito” all’interno del centro?

Indubbiamente l’offerta al pubblico di impegnarsi contrattualmente ha effetti “generalizzati” nei confronti di chiunque ne venga a conoscenza e quindi, anche di coloro che potrebbero essere contraenti “non graditi”. Alcuna possibilità di scelta è rimessa al proponente allorché riscontri l’adesione alla proposta a meno che non si deduca l’indisponibilità della merce o del servizio offerto.

Non esiste tra l’altro, un obbligo generalizzato di contrattare tale da infirmare l’autonomia  negoziale, ma  si impone in casi determinati la cui verificazione pratica è proprio rimessa  alla libera scelta  di una parte  che, come nel caso, ricorre all’offerta rivolta in incertam personam ex articolo 1336 cod. civ., per evidenti convenienze “aziendali”: allargare la base della clientela raggiungendo con la pubblicizzazione della merce o dei servizi offerti il maggior numero di soggetti e così  aumentare la possibilità di concludere  contratti. La determinazione dell’obbligo non incide il consenso di una parte ma lo presuppone integro ritenendosi esso validamente prestato al momento della formulazione della proposta diretta ad una collettività indeterminata.

L’esigenza “istituzionale” di fornire servizi ed opportunità di aggregazione sociale, ampliando sempre più il numero degli aderenti nelle associazioni, costituiscono i motivi  fondanti la scelta di effettuare una offerta diretta ad una cerchia individuabile di destinatari sulla base dell’appartenenza attraverso iscrizione, all’associazione o all’impresa. In quest’ultimo caso trova applicazione anche la disciplina dell’offerta al pubblico nonostante il destinatario sia determinato o determinabile. In tal caso però ci si chiede se l’associazione offerente possa rifiutare di contrarre assumendo il non gradimento dell’associato e l’incompatibilità delle sue qualità con lo scopo sociale.

Riassumendo, una volta pubblicizzata la nostra attività in modo completo, il gestore del centro non potrà rifiutarsi di iscrivere un soggetto non gradito. L’eccezione esiste soltanto nel caso in cui il soggetto, regolarmente ammesso, non abbia rispettato, ad esempio, il regolamento del centro: a quel punto si potrà espellere.


Per ulteriori chiarimenti, invitiamo gli utenti a visitare la sezione Associazioni del sito.

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