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Vuoi intraprendere un’attività di vendita o servizi on line?

Vuoi sapere quali sono gli adempimenti per un’attività di commercio elettronico?

Distinguiamo innanzi tutto l’attività di commercio elettronico Business-toBusiness da Business-toConsumer.

Commercio elettronico Business-toBusiness

Nel caso in cui l’azienda voglia avviare un’attività di questo tipo e la vendita sia rivolta esclusivamente nei confronti di altri operatori, allora, la fattispecie si può inquadrare all’interno del commercio all’ingrosso.

Commercio elettronico Business-toConsumer

Tale tipologia di e-commerce può essere assimilato al commercio al dettaglio. Il commercio elettronico ove sia rivolto nei confronti del consumatore finale e assuma la forma di commercio interno, è soggetto alla disciplina prevista nell’articolo 18 del D.Lgs. n. 114/1998 che si occupa della vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione (tra i quali può rientrare certamente la Rete).

ITER PER L’AVVIO DELL’ATTIVITÀ

Cosa Quando Come A chi rivolgersi
SCIA All’avvio dell’attività ComUnica  SUAP
Iscrizione Registro Imprese Entro 30 Giorni  CCIAA
Apertura Partita IVA Agenzia delle Entrate
Iscrizione INPS Inps

Che cosa è la vendita on line?

La vendita online è la vendita effettuata tramite Internet, mediante accesso del compratore al sito web del venditore. La vendita on line rientra nell’ambito dell’e-commerce (commercio elettronico), ossia in quell’insieme di pratiche dirette alla commercializzazione di un bene o di un servizio per via telematica (tramite Internet, invio di e-mail alla clientela, ecc.).

La Tutela dei consumatori

Dopo la modifica apportata dal D.Lgs. 21/2014 (in vigore dal 13 giugno 2014), per quanto specificamente riguarda la tutela dei consumatori nella vendita on line, la relativa disciplina è sostanzialmente racchiusa nel c.d. “Codice del Consumo” (D.Lgs. 206/2005) e precisamente nelle norme che regolamentano la vendita a distanza. Non si deve peraltro dimenticare che lo stesso art. 68 del Codice del Consumo contiene un’importante norma, la quale rinvia – per quanto non ivi disciplinato – ad un’altra normativa, ossia al D. Lgs. 70/2003 relativo all’e-commerce.
Semplificando, si può affermare che i principi fondamentali della normativa sulla vendita on line sono sostanzialmente 4:

1) libertà;
2) non discriminazione degli strumenti telematici;
3) principio del Paese d’origine (Mercato Interno);
4) tutela del consumatore.

Obblighi informativi

La normativa prevede l’obbligo di dare un certo numero di informazioni sin dal primo invio di comunicazioni telematiche ai potenziali clienti. Tali comunicazioni possono essere inviate via email, sms, mms, newsgroup, chatline, mailing list, ecc.
Il venditore deve specificare:

  • che si tratta di comunicazione commerciale;
  • chi è il mittente;
  • che si tratta di un’offerta promozionale e le relative condizioni di accesso;
  • che si tratta di concorsi o giochi promozionali e le relative condizioni di partecipazione.

In particolare, se il venditore invia al potenziale acquirente delle e-mail non sollecitate (ossia che non fanno seguito a una richiesta dal cliente) e contenenti delle comunicazioni commerciali, deve:

  • identificarle come tali fin dal momento in cui il destinatario le riceve;
  • indicare che il destinatario può opporsi in futuro al ricevimento di tali comunicazioni.

Sono previste delle sanzioni pecuniarie a carico del venditore in caso di violazione di questi obblighi.

Il contenuto del sito Internet e le informazioni da dare ai potenziali acquirenti (specialmente consumatori)

Passando ora ad esaminare il contenuto del sito Internet vero e proprio, alcune informazioni devono essere obbligatoriamente inserite dal venditore sulla propria “vetrina virtuale”, a prescindere dalla natura professionale o meno dell’acquirente (e ovviamente in aggiunta a quelle specificamente inerenti al prodotto o al servizio offerto):

  • il nome, la denominazione o la ragione sociale (il nome della società);
  • il domicilio o la sede legale;
  • un contatto rapido (compresa l’e-mail);
  • il numero REA o il numero di iscrizione al Registro delle Imprese;
  • se l’attività è soggetta a concessione: numero della concessione ed estremi della competente autorità di vigilanza;
  • alcune informazioni particolari per le professioni regolamentate (Ordine di appartenenza, titolo professionale, ecc.);
  • il numero di partita IVA;
  • l’indicazione “in modo chiaro ed inequivocabile” dei prezzi e delle tariffe, evidenziando se comprendono le imposte, i costi di consegna ed altri elementi aggiuntivi da specificare;
  • se un’attività è soggetta ad autorizzazione o l’oggetto della prestazione è fornito sulla base di un contratto di licenza d’uso: indicazione delle attività consentite al consumatore e al destinatario del servizio e gli estremi del contratto di licenza.

Le informazioni elencate vanno inoltre costantemente aggiornate.
In particolare, se la vendita è effettuata a consumatori, in applicazione del nuovo art. 49 del Codice del Consumo il venditore (professionista) sarà tenuto ad osservare una disciplina assai più rigorosa.

In sintesi, il venditore deve fornire al consumatore una nutrita serie di informazioni, fin da subito, in maniera chiara e comprensibile”, su supporto durevole e facendo un espresso riferimento alla normativa contenuta nel Codice del Consumo.

Fra queste numerose informazioni ricordiamo a mero titolo esemplificativo:

  • le caratteristiche principali dei beni o servizi;
  • l’identità del venditore- professionista;
  • l’indirizzo geografico dove il venditore-professionista è stabilito e il suo numero di telefono, di fax e l’indirizzo elettronico, ove disponibili, per consentire al consumatore di contattare rapidamente il venditore e comunicare efficacemente con lui e, se applicabili, l’indirizzo geografico e l’identità del venditore-professionista per conto del quale agisce;
  • se diverso dall’indirizzo di cui sopra, l’indirizzo geografico della sede del professionista a cui il consumatore può indirizzare eventuali reclami e, se applicabile, quello del venditore-professionista per conto del quale agisce;
  • il prezzo totale dei beni o dei servizi comprensivo delle imposte o, se la natura dei beni o servizi comporta l’impossibilità di calcolare ragionevolmente il prezzo in anticipo, le modalità di calcolo del prezzo e, se del caso, tutte le spese aggiuntive di spedizione,consegna o postali e ogni altro costo;
  • le modalità di pagamento, consegna ed esecuzione, la data entro la quale il professionista si impegna a consegnare i beni o a prestare i servizi e, se del caso, il trattamento dei reclami da parte del venditore-professionista; inoltre si devono specificare i mezzi di pagamento accettati;
  • in caso di sussistenza di un diritto di recesso, le condizioni, i termini e le procedure per esercitare tale diritto, nonché il modulo tipo di recesso (allegato I al Codice del Consumo), parte B;
  • un promemoria dell’esistenza della garanzia legale di conformità per i beni;
  • se applicabili, l’esistenza e le condizioni dell’assistenza postvendita al consumatore, dei servizi postvendita e delle garanzie commerciali; ecc.

Alcune informazioni sul diritto di recesso possono essere contenute in un documento denominato “Istruzioni relative all’esercizio del diritto di recesso”, che può essere fornito dal venditore sulla falsariga di un modello allegato allo stesso Codice del Consumo (Allegato I, parte A).
Più in generale, secondo il D.Lgs. 70/2003, sempre prima dell’inoltro dell’ordine, il venditore deve obbligatoriamente informare il potenziale acquirente in merito:

  • al fatto che la conclusione del contratto sarà ottenuta dopo aver completato varie fasi tecniche intermedie;
  • al modo di archiviazione del contratto concluso e le relative modalità di accesso;
  • ai mezzi tecnici messi a disposizione del destinatario per individuare e correggere gli errori di inserimento dati prima dell’inoltro dell’ordine;
  • all’adesione del venditore a eventuali codici di condotta;
  • alle lingue utilizzabili oltre all’italiano per concludere il contratto;
  • agli strumenti di composizione delle controversie.

Molto importante è la norma (art. 51 nuovo Codice del Consumo) secondo la quale il venditore deve garantire che, al momento di inoltrare l’ordine, il consumatore riconosca espressamente che l’ordine implica l’obbligo di pagare. Se l’inoltro dell’ordine implica di azionare un pulsante o una funzione analoga, il pulsante deve riportare in modo facilmente leggibile le parole “ordine con obbligo di pagare”; in caso di inosservanza di questa norma, il consumatore non è vincolato dal contratto o dall’ordine.
Eventuali condizioni generali di vendita devono essere messe a disposizione del consumatore in modo da consentire la memorizzazione e la riproduzione.
Anche in questo caso sono previste sanzioni pecuniarie in caso di violazione.
Per manifestare il proprio assenso, il compratore deve “cliccare” sul tasto corrispondente (cd.point and click).
Infine, il venditore deve inviare la ricevuta (anche questo adempimento è obbligatorio in caso di consumatori).
La ricevuta deve contenere:

  • un riepilogo delle condizioni generali e particolari applicabili al contratto,
  • le informazioni relative alle caratteristiche essenziali del bene o del servizio fornito;
  • l’indicazione dettagliata del prezzo e dei mezzi di pagamento, dei costi di consegna e dei tributi applicabili;
  • l’indicazione del diritto di recesso.

Va sottolineato che, in caso di contenzioso relativo al pagamento di una somma inferiore a 50.000 € derivante dalla vendita in modalità e-commerce effettuata a utenti che non siano consumatori, prima di avviare la lite innanzi al Tribunale è necessario avviare un procedimento c.d. “di negoziazione assistita”: si tratta di un procedimento che si svolge con l’assistenza degli avvocati e che mira a giungere a un accordo per risolvere in via amichevole la controversia (art. 2 DL 132/2014).


Diritto di Recesso

TERMINI PER L’ESERCIZIO DEL DIRITTO DI RECESSO PER ACQUISTI SU INTERNET

a) Se gli obblighi di informazione che gravano sul venditore sono stati rispettati (ad esempio fornendo al consumatore il documento denominato “Informazioni relative all’esercizio del diritto di recesso” sulla falsariga del modello accluso al Codice del Consumo come Allegato I, Parte A), il diritto di recesso può essere esercitato dal consumatore:

– per i beni: entro 14 giorni lavorativi dal ricevimento della merce da parte del consumatore
– per i servizi: entro 14 giorni lavorativi dalla conclusione del contratto.

Il recesso può essere esercitato dal consumatore senza dover fornire alcuna motivazione e senza dover sostenere alcun costo.
Se gli obblighi di informazione che gravano sul venditore non sono stati inizialmente rispettati, ma il venditore tenta di porre rimedio a tale omissioneentro 12 mesi, il diritto di recesso può essere esercitato dal consumatore – sia per i beni, sia per i servizi – entro 14 giorni lavorativi, che decorrono dal giorno in cui tali obblighi sono stati soddisfatti.

b) Se gli obblighi informativi non rispettati dal venditore riguardano in particolare proprio il diritto di recesso, allora il termine di recesso concesso al consumatore scade:

– per i beni: dopo 12 mesi e 14 giorni dal giorno del loro ricevimento;
– per i servizi: dopo 12 mesi e 14 giorni dal giorno della conclusione del contratto.

COME SI ESERCITA IL DIRITTO DI RECESSO

Il diritto di recesso si esercita:

– con l’invio entro il termine previsto di una comunicazione sulla falsariga di quella allegata in bozza allo stesso Codice del Consumo (Allegato I, Parte B), che può anche essere messa a disposizione dal venditore sul proprio sito Internet;
– con l’invio di un’analoga “dichiarazione esplicita” (v. modello).

Il venditore ha l’obbligo di restituire il prezzo pagato nel minor tempo possibile e comunque entro il termine massimo di 14 giorni dalla ricezione della comunicazione.
Il consumatore deve provvedere alla restituzione della merce, sempre entro il termine di 14 giorni dalla data di invio della comunicazione relativa al recesso.
Per i contratti riguardanti la vendita di beni, condizione essenziale per l’esercizio del diritto di recesso è la sostanziale integrità del bene da restituire. Secondo la legge, il consumatore è responsabile unicamente della diminuzione di valore della merce risultante da una manipolazione diversa da quella necessaria per stabilire la natura, le caratteristiche e il funzionamento dei beni stessi (art. 57 D.Lgs. 206/2005).

Il diritto di recesso non si applica:

a) ai contratti di servizi dopo la completa prestazione del servizio se l’esecuzione è iniziata con l’accordo espresso del consumatore e con l’accettazione della perdita del diritto di recesso a seguito della piena esecuzione del contratto da parte del professionista;
b) alla fornitura di beni o servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni nel mercato finanziario che il professionista non è in grado di controllare e che possono verificarsi durante il periodo di recesso;
c) alla fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati;
d) alla fornitura di beni che rischiano di deteriorarsi o scadere rapidamente;
e) alla fornitura di beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna;
f) alla fornitura di beni che, dopo la consegna, risultano, per loro natura, inscindibilmente mescolati con altri beni;
g) alla fornitura di bevande alcoliche, il cui prezzo sia stato concordato al momento della conclusione del contratto di vendita, la cui consegna possa avvenire solo dopo trenta giorni e il cui valore effettivo dipenda da fluttuazioni sul mercato che non possono essere controllate dal professionista;
h) ai contratti in cui il consumatore ha specificamente richiesto una visita da parte del professionista ai fini dell’effettuazione di lavori urgenti di riparazione o manutenzione. Se, in occasione di tale visita, il professionista fornisce servizi oltre a quelli specificamente richiesti dal consumatore o beni diversi dai pezzi di ricambio necessari per effettuare la manutenzione o le riparazioni, il diritto di recesso si applica a tali servizi o beni supplementari;
i) alla fornitura di registrazioni audio o video sigillate o di software informatici sigillati che sono stati aperti dopo la consegna;
l) alla fornitura di giornali, periodici e riviste ad eccezione dei contratti di abbonamento per la fornitura di tali pubblicazioni;
m) ai contratti conclusi in occasione di un’asta pubblica;
n) alla fornitura di alloggi per fini non residenziali, il trasporto di beni, i servizi di noleggio di autovetture, i servizi di catering o i servizi riguardanti le attività del tempo libero qualora il contratto preveda una data o un periodo di esecuzione specifici;
o) alla fornitura di contenuto digitale mediante un supporto non materiale se l’esecuzione è iniziata con l’accordo espresso del consumatore e con la sua accettazione del fatto che in tal caso avrebbe perso il diritto di recesso.

A CHI RIVOLGERSI

Per le attività, anche informative e di tutela dei diritti del cittadino, delle associazioni dei consumatori riconosciute v. l’elenco in:

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php?option=com_content&view=article&viewType=1&idarea1=593&idarea2=0&id

RIFERIMENTI NORMATIVI


PER SAPERNE DI PIU’

contattaci - elaboraonline.it

approfondimenti su Studio Russo Giuseppe

La guida dell’Adiconsum sulle nuove norme del commercio on line

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