Detrazione al 30% per investimenti su startup innovative

Nella Legge di Stabilità 2017 è contenuta la detrazione per investimenti in startup innovative innalzata al 30%, volta a privati ed imprese: in questo articolo spiegheremo le soglie d’investimento e requisiti di accesso al beneficio.

Detrazione IRPEF: salita al 30% per chi investe in startup innovative,  raddoppia il tetto di investimento agevolabile a 1 milione di euro. C’è un ma per quanto riguarda il diritto al beneficio: bisogna infatti tenere le quote per almeno tre anni, un periodo più lungo quindi, rispetto a quello di due anni precedentemente previsto.

Queste dunque le novità che la Legge di Bilancio 2017 introduce sul fronte della detraibilità fiscale degli investimenti in stratup innovative.

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Benefici fiscali in quantità: vediamo quali sono

Abbastanza ricco è il pacchetto dedicato ai benefici fiscali per chi investe nel capitale delle imprese come ad esempio:

  • le nuove norme sulle società sponsor che possono assorbire le perdite delle startup piuttosto che con il crowfunding esteto alle PMI.

Nel dettaglio, vediamo cosa ci dice la norma sulla detraibilità in investimenti in startup innovative, contenuta nei commi da 66 a 69 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2017, che vanno a modificare l’articolo 29 del dl 179/2012.

Prima di tutto, l’aliquota viene portata in tutti i casi al 30%. Questa nuova detraibilità si applica:

  • agli investimenti in startup innovative che prima prevedevano l’agevolazione IRPEF al 19%;
  • agli investimenti nelle startup a vocazione sociale, precedentemente agevolate al 25%.
  • Per finire, passa al 30% (dal precedente 20%, incrementato al 27% per le nuove imprese ad alto valore tecnologico) anche la deduzione per le impreseche investono in startup.

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A partire dal 2017, l’investimento massimo detraibile sale da 500mila  euro a 1 milione. Per avere diritto alla detrazione, l’investimento delle essere mantenuto per almeno tre anni, mentre prima il limite era due anni. Tre anni invece di due anche per gli investimenti delle imprese, che però mantengono la precedente soglia di investimenti massima a quota 1 milione 800mila euro. In entrambi i casi, la legge prevede che la cessione delle quote prima del termine stabilito comporta la decadenza del beneficio e il recupero della tassazione non versata nel caso in cui sia già stata utilizzata la detrazione in dichiarazioni precedenti, a cui si applicano gli interessi legali.

In teoria non servono provvedimenti attuativi, perché la legge stabilisce che le regole applicative restano le stesse già previste dal decreto ministeriale dell’Economia del 25 febbraio 2016. In effetti, potrebbe essere necessario un chiarimento sulla nuova clausola temporale (durata minima investimento tre anni): ha effetto retroattivo, e quindi si applica anche a investimenti effettuati negli anni scorsi, oppure vale solo per quelli che partono dal 2017?

Dubbi a parte, ricordiamo che per l’efficacia di queste nuove norme, bisogna attendere specifica autorizzazione UE, richiesta dal ministero dello Sviluppo Economico, sulla base del Trattato di funzionamento UE.


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