Italia Digitale: il piano in 12 punti

Trasformazione Italia Digitale in 12 punti: PA sicura, semplice ed innovativa online.

Un nuovo sistema operativo che renda la pubblica amministrazione efficiente e degna del terzo millennio. Questo l’obiettivo del team per la trasformazione dell’Italia Digitale diretto da Diego Piacentini, commissario straordinario per la Trasformazione dell’Agenda Digitale.

La squadra

La prima fase è stata dedicata a formare la squadra, con un metodo differente rispetto a come funzionano in genere queste cose in Italia:

  • una selezione aperta;
  • requisiti spiegati online
  • una serie di colloqui per la selezione dei migliori.

Difatti, lo stesso Piacentini afferma: «La partecipazione è stata superiore a ogni nostra più favorevole aspettativa. Siamo stati inondati dal talento con curricula di altissimo livello e oggi, dopo decine di test e interviste, vi presentiamo il risultato della nostra selezione».

Sul sito del team Italia digitale, alla sezione “Chi siamo“, si possono consultare i profili di coloro che sono entrati a far parte della squadra. C’è anche una sezione “Lavora con noi” nella quale vengono via via inserite le nuove professionalità eventualmente richieste.

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Il piano

Vediamo quali sono i punti del piano:

  1. Sicurezza (Responsible Disclosure – tra hacker etici e non): il tema primario è la sicurezza dei software, dei dispositivi, delle informazioni, delle persone. L’obiettivo è quello di creare una “policy” che spieghi a tutti coloro che identificano un problema di sicurezza come segnalarlo in modo adeguato.
  2. ANPR (Anagrafe Nazionale Popolazione Residente): “I dati devono essere unici e in un unico luogo”: portare l’identità dei cittadini in una sola anagrafe unica, con il vantaggio per la PA di risparmiare soldi ed energia, e per il cittadino di non dover comunicare gli stessi dati a diversi uffici pubblici. Inoltre rendere la PA accessibile online, in modo da incentivare il cittadino nello svolgimento degli adempimenti.
  3. PAGOPA (“Per pagare basta un click“): il cittadino che deve effettuare pagamenti presso la pubblica amministrazione deve poter scegliere metodi di pagamento moderni. Ciò, integrando il mercato con nuovi strumenti di pagamento innovativi.
  4. SPID (sistema pubblico di identità digitale): “L’identità di una persona è una, è certa, è per sempre”: il sistema rende possibile l’accesso a tutti i servizi pubblici con le stesse credenziali. Sistemi che offrono sicurezza e semplicità (niente documenti, compilazione moduli diversi ogni volta e via dicendo).
  5. Applicazioni che si parlano (“un ecosistema di API“): far parlare le applicazioni scambiandosi dati senza il bisogno che sia il cittadino/funzionario a farlo. Si tratta di un lavoro altamente tecnologico, che deve fornire un’infrastruttura aperta alla pubblica amministrazione che consente il continuo sviluppo innovativo.
  6. Community (“dagli individualismi al lavoro di squadra“): utilizzare standard e software aperti, e realizzare API documentate pubblicamente, non con un linguaggio giuridico ma tecnico, intorno alle quali poter coinvolgere una community di sviluppatori che crei innovazione. Anche questo, lavoro tecnico.
  7. Un progetto aperto (“Servizi e contenuti digitali a misura di cittadino e imprese”): creazione di linee guida da implementare per aiutare tutte le Amministrazioni a offrire un’esperienza utente moderna, coerente e semplice per tutti i cittadini.
  8. Cittadinanza in digitale (“Scegli tu come essere contattato dalla PA, anche sullo smartphone“): accessibilità della PA dallo smartphone, collaborando in maniera aperta con le comunità. Così facendo potremo chiedere suggerimenti e contributi sui temi in agenda e feedback costanti sulle nostre scelte.
  9. Uno per tutti, tutti per uno (“Un procedimento amministrativo standard in digitale per esercitare gli stessi diritti”): standardizzare moduli e formulari che cittadini e imprese devono compilare per interagire con l’amministrazione.
  10. Data & Analitics – Open data (“da questo dato è mio e lo gestisco io a questi dati sono aperti e condivisibili”): nascita di servizi nuovi realizzati sui bisogni del cittadino attraverso una nuova interfaccia all’interno della quale singole amministrazioni condividano tra loro dati.
  11. Dai codici al Codice (“le regole dell’amministrazione digitale”): scrivere meno leggi e più software, con le leggi che fissino i principi fondamentali mentre il resto è operatività. Regole di dettaglio tradotte in bit, convenzioni per lo scambio dei dati tra amministrazioni in API, procedimenti amministrativi trasformati in processi machine to machine più efficaci e più democratici.
  12. Internet Governance: restituire all’Italia il ruolo che le spetta nella comunità multistakeholder europea e internazionale che discute e stabilisce le regole della rete.

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