Una delle novità di maggiore interesse della Legge di stabilità 2015 riguarda il nuovo regime fiscale agevolato per imprese individuali e professionisti. Si tratta di una ulteriore svolta rispetto all’assetto del regime dei minimi, introdotto nell’anno 2008 e già oggetto di sensibili modifiche nel corso dell’anno 2011 (D.L. 98/2011).


Variano sia l’aliquota della sostitutiva che le modalità di determinazione del reddito:

  • l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali e dell’IRAP passa al 15%;
  • il reddito è calcolato applicando una percentuale forfettaria sui ricavi.

Resta fermo il carattere opzionale del regime, che in presenza dei relativi presupposti si applica in modo automatico e concludente. Sono molte le semplificazioni, quali l’esonero dal versamento dell’IVA e dai relativi obblighi contabili, dall’IRAP, dall’applicazione degli studi di settore, e dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili o in materia di obblighi a carico dei sostituti d’imposta ed in materia di ritenute. E’ inoltre prevista la riduzione di un 1/3 del reddito calcolato in via forfettaria a favore delle nuove attività per tre periodi d’imposta.
Per coloro che avevano adottato il regime degli ex minimi si prevede la possibilità di continuare ad applicare la sostitutiva pari al 5% fino al raggiungimento del limite quinquennale o dell’età di 35 anni. Il nuovo regime trova applicazione dal 2015 e manda in soffitta, salvo il periodo transitorio, il regime delle nuove iniziative produttive ed il regime degli ex minimi.
Possono essere interessati i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, anche imprese familiari, od arti o professioni, a patto che nell’anno precedente rispettino determinati limiti quantitativi relativi ai ricavi, alle spese per lavoro, al costo dei beni strumentali.

Sono esclusi:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’IVA o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati Membri dell’UE o in uno Stato aderente all’Accordo sullo SEE che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili (ex art. 10, primo comma, num. 8, del decreto IVA), o di mezzi di trasporto nuovi (di cui all’art. 53, comma 1, del D.L. del n. 331/1993) coloro che partecipano, contemporaneamente, all’esercizio dell’attività imprenditoriale o professionale, a società di persone o associazioni in regime di trasparenza ovvero a società a responsabilità limitata in trasparenza per opzione.

Non è stata riproposta, quale elemento preclusivo del regime forfettario, l’effettuazione di cessioni all’esportazione che consentono dunque l’accesso al regime. Alla luce di tale novità sorgeva il dubbio se alla formazione delle soglie di accesso al regime in esame fossero da comprendere anche i ricavi e i compensi derivanti da operazioni poste in essere con la Città del Vaticano e con San Marino. La questione è stata quindi posta all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2015 (l’incontro tenuto con la stampa specializzata lo scorso 29 gennaio) in occasione del quale l’Agenzia delle Entrate ha precisato che le cessioni all’esportazione effettuate dai contribuenti che adottano il  regime forfettario con la Città del Vaticano o San Marino rientrano nel calcolo del limite massimo di ricavi ai fini dell’accesso al regime agevolato.
Il regime agevolato per gli autonomi può, infatti, essere applicato da imprenditori e professionisti che nell’anno solare precedente:

  • hanno conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori ai limiti previsti in tabella e variabili in base ai codici di attività ATECO (coefficiente che varia dal 40% all’86%);
  • non rilevano a tali fini i ricavi ed i compensi derivanti dall’adeguamento agli studi di settore od ai parametri; se sono esercitate contemporaneamente attività contraddistinte da differenti codici si assume il limite più elevato dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate;

A tal proposito, la relazione illustrativa precisa le modalità di calcolo del requisito per l’accesso al regime i ricavi: per quanto concerne le imprese, essi devono essere assunti considerando la competenza economica. Pertanto, al fine della verifica del limite citato si dovrà tener conto anche delle cessioni o prestazioni eventualmente non ancora fatturate per le quali però si sono verificati i presupposti previsti dall’articolo 109, co. 2, del Tuir.

Una volta entrati nel nuovo regime, però, anche gli imprenditori, ai fini della verifica del superamento del limite dei ricavi, dovranno utilizzare il criterio di cassa, in quanto rilevano solo i ricavi che hanno avuto la loro manifestazione numeraria. Alla luce di tale particolarità è sorto il dubbio se gli imprenditori che hanno applicato, nel 2014, il “vecchio” regime dei minimi ex art. 27 D.L. 98/2011 e che ora hanno intenzione di transitare nel nuovo regime forfettario debbano fare riferimento al principio di cassa dagli stessi applicato.

L’Agenzia delle Entrate ha risolto la questione nel corso di Telefisco 2015, precisando che ai fini dell’accesso al nuovo regime forfettario, i ricavi conseguiti nell’anno precedente vengono assunti in base al criterio di competenza per le imprese, ma se il contribuente lo scorso anno ha applicato il
regime dei minimi, i ricavi si misurano secondo il criterio di cassa.


  • hanno sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore ad euro 5.000 lordi per lavoro accessorio (art. 70 D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276), per lavoratori dipendenti, collaboratori (di cui all’art. 50, comma 1, lettere c e c-bis, del T.U.I.R.), anche assunti secondo la modalità riconducibile a un progetto (ai sensi degli art. 61 e seg. del cit. D.Lgs. n. 276/2003), comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati in partecipazione con apporto costituito da solo lavoro, e le spese per prestazioni di lavoro effettuate dall’imprenditore medesimo o dai suoi familiari (art. 60 del T.U.I.R.),
  • il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio non supera 20.000 euro. Il suddetto costo va computato nel seguente modo:
  1. per i beni in locazione finanziaria rileva il costo sostenuto dal concedente;
  2. per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale (art. 9 del T.U.I.R.);
  3. i beni utilizzati promiscuamente incidono per il 50%;
  4. i beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro non rilevano;
  5. i beni immobili, comunque acquisiti, ed utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione sono irrilevanti.

 

Nel corso del Videoforum tenuto con la stampa specializzata l’Agenzia delle Entrate ha  chiarito che:

  • per il calcolo del limite di 20.000 € per i beni strumentali non devono essere ricompresi i beni immateriali quali l’avviamento e le altre attività immateriali comunque riferibili all’attività d’impresa, arte o professione;
  • ai fini del calcolo del limite di 20.000 euro, il costo dei beni strumentali deve essere assunto al netto dell’Iva a prescindere dal fatto che sia stata esercitata la detrazione.

 

In caso di presenza di altri redditi di lavoro dipendente ed assimilati (es: da pensione) è previsto che per accedere al regime agevolato i redditi di impresa o di lavoro autonomo debbono essere prevalenti
rispetto ai primi.

Questa regola viene meno in due casi:

  •  se la somma di tutti i redditi in questione non eccede il limite di 20.000 euro;
  • se il rapporto di lavoro è cessato.

LE RISPOSTE DI TELEFISCO

1. Beni immateriali

… Nel valore dei beni strumentali da considerare ai fini dell’accesso al nuovo regime non sembrano ricompresi i beni immateriali (avviamento, spese di impianto, etc.). E’ corretta questa lettura della norma?
… Il comma 54 della Legge di Stabilità, nell’individuare i requisiti necessari all’applicazione del nuovo regime, consente l’applicazione del regime forfetario ai contribuenti che, alla data di chiusura dell’esercizio precedente, sono in possesso di beni strumentali di costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, non superiore a 20 mila euro. Per espressa previsione normativa, non concorrono alla formazione di detto limite i beni immobili, comunque acquisiti, utilizzati per l’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione. Per quanto concerne i beni immateriali, la scrivente con circolare n. 7/E del 2008, relativa al regime dei minimi, con riferimento al raggiungimento del limite dei 15 mila euro per i beni strumentali, ha chiarito che il riferimento contenuto nella norma alla nozione di strumentalità dei beni da prendere in considerazione induce a ritenere che non rilevino taluni costi riferibili ad attività immateriali, come quello sostenuto per l’avviamento o altri elementi immateriali comunque riferibili all’attività, che non si caratterizzano per il loro concreto utilizzo nell’ambito dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo. I medesimi chiarimenti trovano applicazione con riferimento al regime forfettario.

2. Iva indetraibile sui beni acquistati

… Ai fini del calcolo del valore dei beni strumentali, in analogia a quanto previsto per i beni in locazione finanziaria, non dovrebbe essere considerata l’Iva indetraibile afferente i beni acquistati. E’ corretta tale impostazione?
… Con riferimento al regime dei minimi è stato chiarito con circolare n. 13/E del 2008 che, al fine di verificare il limite riferito all’acquisto dei beni strumentali, si assumono i corrispettivi relativi alle operazioni effettuate ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. n. 633/1972. Occorre, dunque, far riferimento all’ammontare dei corrispettivi degli acquisti che rilevano in base alle ordinarie regole dell’imposta sul valore aggiunto, secondo cui i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi costituiscono la base imponibile cui è commisurata l’imposta. Pertanto, come già chiarito dalla circolare 7/E del 2008, con riferimento al regime dei minimi, sia in fase di accesso al regime forfetario che durante la sua applicazione, il rispetto del limite degli acquisti di beni strumentali va verificato con riferimento al costo sostenuto al netto dell’imposta sul valore aggiunto, anche se non è stato esercitato il diritto di detrazione.

3. I ricavi passati si determinano in base al regime utilizzato

… Uno dei requisiti di accesso al nuovo regime forfetizzato previsto dalla Legge di Stabilità 2015 è l’ammontare dei ricavi, ragguagliato ad anno, conseguito nell’anno precedente. Come precisato nella relazione di accompagnamento, i ricavi vanno assunti in base al criterio di competenza. Come bisogna comportarsi nel caso di un artigiano o un commerciante nel 2014 ha applicato il regime dei minimi (articolo 27 del D.L. 98/2011) con criterio di cassa e intende aderire al nuovo regime?

… Ai sensi dell’articolo 1- della legge di stabilità 2015 non possono applicare il regime forfetario coloro che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi o percepito compensi superiori alle soglie fissate, per ciascuna attività, nell’allegato 4. Il legislatore, nell’individuare questo parametro di verifica, ha inteso fare riferimento alle dimensioni dell’attività svolta dal contribuente, per consentire l’accesso al regime forfetario solo a realtà economiche di piccole dimensioni. Si ritiene, quindi, che l’ammontare dei ricavi conseguiti nell’anno precedente a quello in cui si intende applicare il regime forfetario, debba essere individuato con riferimento al regime utilizzato in quel periodo di imposta. Pertanto, coloro che nell’anno precedente hanno applicato il regime ordinario di determinazione del reddito di impresa, ovvero il regime delle imprese minori, effettueranno la verifica richiesta dalla legge di stabilità con riferimento ai ricavi imputati secondo il criterio della competenza. Diversamente, coloro che nell’anno precedente hanno applicato il regime fiscale di vantaggio che prevede l’imputazione dei ricavi con il criterio di cassa, effettueranno la verifica con riferimento a questa modalità di imputazione.

4. Cessioni verso San Marino e città del vaticano

… Le cessioni all’esportazione effettuate dai contribuenti che adottano il regime forfettario con la Città del Vaticano o San Marino rientrano nel calcolo del limite massimo di ricavi?

… L’articolo 1, comma 54, della legge di Stabilità 2015, prevede che possano accedere al regime forfetario le persone fisiche esercenti attività di impresa, arte o professione che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi o percepito compensi non superiori ai limiti stabiliti nell’allegato 4 per ogni tipologia di attività.
Il successivo comma 55 stabilisce che non concorrono all’individuazione di questo limite esclusivamente i ricavi e i compensi derivanti dall’adeguamento agli studi di settore e ai parametri. Ogni altro ricavo o compenso concorre, pertanto, alla formazione delle soglie di accesso al regime forfetario, compresi quelli derivanti da operazioni poste in essere con la Città del Vaticano e con San Marino.

5. Accesso da parte dei contribuenti minimi

… Un contribuente che esercita l’attività di imbianchino dal 1980 in regime di contabilità semplificata, può applicare il nuovo regime forfetario per l’anno 2015?
… A differenza di quanto previsto per il regime fiscale di vantaggio di cui al D.L. n. 98 del 2011, non rileva ai fini dell’accesso nel nuovo regime forfetario di cui alla Legge n. 190 del 2014, l’aver esercitato negli anni precedenti un’attività d’impresa, arte o professione. Possono, pertanto, accedere al regime forfetario le persone fisiche che già esercitano un’attività di impresa, arte o professione in forma individuale, purché siano in possesso dei requisiti stabiliti dall’articolo 1, commi 54 della Legge n. 190 del 2014 e, contestualmente, non ricorra una delle cause di esclusione previste dal successivo comma 57.

6. Adempimenti per l’accesso al nuovo regime forfetario

… Per l’anno 2015 un contribuente è nelle condizioni di poter svolgere il regime forfettario, pur avendo iniziato l’attività diversi anni fa. Quali sono gli adempimenti per rientrare in tale regime?

… Il regime forfetario costituisce il regime naturale per i soggetti che possiedono i requisiti previsti dall’articolo 1, comma 54 della legge n. 190 del 2014, e sempre che non ricorra una della cause di esclusione previste dal successivo comma 57. Tali soggetti transitano, a partire dal 1° gennaio 2015, in detto regime senza essere tenuti a specifici adempimenti, ossia senza doverne dare alcuna comunicazione preventiva (con il modello AA9) ovvero successiva (con la dichiarazione annuale). I contribuenti che iniziano un’attività d’impresa, arte o professione e presumono di avere i requisiti previsti dalla norma per applicare il regime forfetario devono, invece, darne comunicazione nella dichiarazione di inizio attività (modello AA9), da presentare ai sensi dell’articolo 35 del DPR 633/72.

7. Cessioni verso San Marino e città del vaticano

… Chi ha avviato un’attività imprenditoriale con apertura della partita IVA in data 28 dicembre 2014, può applicare il vecchio regime fiscale di vantaggio o è obbligato ad applicare il regime forfetario, per lui meno conveniente?

… L’articolo 1, comma 88 della Legge n. 190 del 2014, prevede la possibilità, per i contribuenti che al 31 dicembre 2014 già svolgevano un’attività avvalendosi del regime fiscale di vantaggio di cui al D.L. n. 98 del 2011 di continuare ad applicarlo, avendone i requisiti, per il periodo che residua al completamento del quinquennio e, comunque, fino al trentacinquesimo anno di età. Affinché un’attività si consideri “svolta” – ai fini dell’applicazione del regime fiscale di vantaggio – non è, tuttavia, sufficiente la mera apertura della partita IVA, dovendosi fare riferimento all’effettivo esercizio di un’attività di impresa arte o professione, come previsto
3, punto 3.2, del provvedimento dell’11 dicembre 2011 (attuativo del regime in parola). Ciò significa, in altre parole, che alla data del 31 dicembre 2014 devono essere state effettuate operazioni che comprovino il concreto esercizio di un’attività.

LE RISPOSTE DEGLI ESPERTI

1. Ritenute d’acconto

… In materia di ritenute d’acconto quali sono le differenze fra vecchio regime dei minimi e nuovo regime a forfait introdotto dalla legge di Stabilità con decorrenza dal 1° gennaio 2015?

… Per espressa previsione normativa i ricavi e i compensi dei contribuenti che rientrano nel nuovo regime a forfait sono non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta. A tal fine i contribuenti dovranno rilasciare al sostituto d’imposta idonea dichiarazione dalla quale risulti che il loro reddito è soggetto ad imposta sostitutiva e quindi esente da ritenuta d’acconto. Sotto questo profilo il nuovo regime a identico al vecchio regine dei minimi. A differenza del precedente regime a imposta sostitutiva del 5% i nuovi forfettari non sono nemmeno tenuti a operare le ritenute alla fonte di cui al titolo III del D.P.R. 600/73. In altre parole i forfettari non rivestono la qualifica di sostituti d’imposta. I nuovi forfettari pur non applicando le ritenute alla fonte dovranno tuttavia indicare il codice fiscale dei loro percipienti nella dichiarazione dei redditi dell’anno nel quale hanno corrisposto le somme senza applicazione della ritenuta stessa.

2. Esonero dai contributi

… Mi pare di capire che nel nuovo regime a forfait gli artigiani e i commercianti potranno richiedere all’Inps l’esonero del pagamento dei contributi fissi. Con le funziona in concreto tale possibilità e che cosa occorre fare per potersene avvalere?

… È corretto. Nel nuovo regime forfettario gli artigiani e i commercianti possono applicare un regime contributivo agevolato che consiste nell’esclusione del livello imponibile minimo di contribuzione previdenziale. Il regime contributivo agevolato in esame ha natura opzionale. Con riguardo alle modalità di accesso, l’INPS nella circolare 10.2.2015, n. 29, dopo aver ribadito che lo stesso avviene “sulla base di apposita dichiarazione che il contribuente ha l’onere di presentare all’Istituto” distingue tra soggetti: già esercenti un’impresa all’1.1.2015; che intraprendono una nuova impresa dall’1.1.2015. Al fine di usufruire del regime contributivo in esame i soggetti già esercenti un’impresa all’1.1.2015, devono entro il 28.2 “dell’anno per il quale intendono usufruire del regime agevolato” compilare il modello telematico disponibile nel Cassetto Previdenziale al seguente indirizzo Internet:
www.inps.it – Servizi Online – Elenco di tutti i servizi – Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti – Sezione Domande telematizzate: Regime agevolato ex. Art.1, commi 76-84 L. 190/2014 – Adesione.

3. Transito nel regime forfettario nel 2019

… Mio figlio ha aperto la Partita Iva come professionista ad ottobre 204, scegliendo come opzione il regime agevolato per l’imprenditoria giovanile (nuovi minimi); tale opzione scadrà naturalmente a dicembre 2018 (cinque anni). Potrà egli dal 1° gennaio 2019 transitare nel nuovo regime forfettario con aliquota al 15% (avendone i requisiti) e con quale modalità?

… La risposta al quesito è positiva. Se nel 2019 esisterà ancora il regime forfettario così come è stato introdotto dalla legge di stabilità 2015 il contribuente potrà accedervi semplicemente verificando la sussistenza dei requisiti d’ingresso (da misurarsi con riferimento ai dati dell’esercizio precedente) e la mancanza di cause di esclusione. Per quanto attiene alle modalità non sarà necessario effettuare alcuna opzione perché soddisfatti i requisiti e in assenza di cause di esclusione il regime forfettario sarà il regime naturale nel quale transiterà al momento della cessazione del vecchio regime dei minimi alla scadenza del 31 dicembre 2018.

4. Verifica del reddito prevalente

… Come posso verificare la prevalenza del reddito d’impresa o professionale dell’anno precedente all’entrata nel regime forfettario (quindi 2014) quando ad oggi non conosco il reddito d’impresa in quanto non ho ancora presentato Unico 2015? A maggior ragione se questo reddito dovesse essere maggiorato dall’eventuale adeguamento agli studi di settore (anche di questo si chiede conferma). Inoltre non è nemmeno disponibile la certificazione di
lavoro dipendente o di pensione per l’anno 2014.
… Quanto segnalato in ordine alla tempistica per la verifica del requisito di accesso al regime forfetizzato è, in effetti, un problema. Nei casi borderline potrebbe infatti essere opportuno una simulazione dei diversi redditi. L’importo dell’adeguamento (sia agli studi di settore che ai parametri) non rileva.

5. Regime contributivo agevolato solo per i forfettari

… L’opzione per l’applicazione dei contributi senza minimale vale solo per chi adotta il regime forfetizzato o anche per chi nel 2015 permane nel vecchio regime dei minimi perché deve terminare il quinquennio ovvero non ha raggiunto i 35 anni di età?

… Solo per i soggetti che applicano il nuovo regime forfettario previsto dalla Legge di Stabilità 2015.

6. Nessuna adempimento per chi resta nei minimi

… Un contribuente minimo ha aperto la partita Iva nel 2012 e non ha ancora 35 anni, come deve fare per rimanere in questo regime? C’è un opzione da fare o un modello da inviare?

… Si ritiene valga il comportamento concludente. Quindi continua a qualificare ci proventi attribuibili al regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile. E’ da ritenere che poi la conferma dell’opzione sarà esercitata nella dichiarazione Iva 2016 per il 2015. In ogni caso sul punto occorre attendere un chiarimento delle Entrate.

7. La consulenza al minimo si paga senza ritenuta

… Il soggetto che opera nel regime dei minimi non subisce ne applica la ritenuta. Quindi significa che la fattura che riceve per consulenza (ad esempio il commercialista) non deve riportare la ritenuta d’acconto? Il professionista non deve quindi applicare la ritenuta d’acconto?

… Il nuovo forfettino non opera né come sostituto né come sostituito d’imposta: Quindi la risposta è affermativa non applica e non subisce la ritenuta.

8. Prima fattura pagata nel 2015

… Un contribuente professionista apre partita IVA 15 dicembre 2014 con decorrenza 15 novembre 2014 optando per il regime dei minimi al 5%. La prima fattura viene emessa a gennaio 2015 alla data dell’incasso. La prestazione citata in fattura fa riferimento a prestazioni avvenute nel mese di novembre. Può essere considerato contribuente minimo pur non avendo emesso fattura nel 2014 o verrà automaticamente considerato forfettario?

… Non esistono indicazioni di merito precise al riguardo. Il riferimento è dato dall’inizio dell’attività d’impresa. Pertanto si ritiene debbano esistere elementi concreti che attestano che l’attività dichiarata è effettivamente iniziata alla data indicata nel modello di inizio attività.

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