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Valutazione ricorso avverso cartella esattoriale

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Hai ricevuto una cartella esattoriale? Vuoi un giudizio dei nostri esperti al fine di valutare se sia opportuno predisporre ricorso, presentare un’istanza di sospensione o una rateazione? Attraverso questo servizio on line riceverai una risposta entro 10 giorni dall’invio della documentazione.

COD: CO03 Categoria:

La cartella di pagamento è l’atto che, per conto dei crediti vantati dagli enti impositori (Agenzia delle Entrate, Inps, Comuni, ecc.) – Equitalia invia ai contribuenti per informarli del fatto che i suddetti Enti li hanno iscritti a ruolo.

Il Ruolo non è altro che un elenco, che compilato da ciascun ente impositore indicando i contribuenti con nominativo e codice fiscale) e le somme che l’Ente stesso sulla base della propria documentazione ritiene siano dovute. Eventuali errori contenuti nel ruolo (nei nomi, nelle omonimie, nell’errata imposizione del tributo o della somma) sono responsabilità di ciascun Ente, mentre Equitalia si limita a consegnare le cartelle.

Infatti, le eventuali proteste contro i tributi, sia verso l’annullamento totale, sia verso lo sgravio parziale, devono essere indirizzate direttamente all’Ente impositore e non a Equitalia. Ciò si evince chiaramente nel testo della nuova cartella di pagamento, così come riformata dal 1º ottobre 2010 ed infine con l’ultima versione datate anno 2012.

Nella sentenza della Corte Costituzionale n.377 del 9/11/2007 vengono chiarite le modalità in cui devono essere formate le cartelle esattoriali in conformità di quanto disposto dalla Legge n.212/2000 precisando l’obbligo da parte del concessionario di riportare il nome ed il cognome del responsabile del procedimento.

La cartella di pagamento è il documento che Equitalia invia ai cittadini su incarico dell’ente creditore in cui sono riportate tutte le informazioni utili, tra cui l’ente che richiede il pagamento, il nominativo del debitore, la somma da versare, le procedure che Equitalia attiverà in caso di mancato pagamento nel termine dei 60 giorni. Nella cartella si trovano, inoltre, il dettaglio degli interessi, delle sanzioni e di tutte le altre spese, le indicazioni di come e dove pagare, presentare ricorso o richiedere una rateazione.

È importante ricordare che Equitalia restituisce integralmente agli enti creditori gli importi riscossi, compresi interessi e sanzioni previsti dalla legge. Equitalia trattiene invece il rimborso delle spese di notifica, pari a 5,88 euro, e l’aggio, ovvero la percentuale sulle somme effettivamente riscosse, fissato dalla legge al 9% a titolo di remunerazione onnicomprensiva per il servizio svolto. Per i pagamenti effettuati entro i 60 giorni dalla notifica della cartella, l’aggio è ripartito tra il contribuente (4,65%) e l’ente creditore (4,35%).

Equitalia notifica la cartella attraverso un messo, un ufficiale di riscossione o mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. Quando non è possibile notificare per assenza o irreperibilità del destinatario (articolo 140 codice di procedura civile), è prevista la notifica per affissione all’albo comunale.  Dalla data di notifica, il cittadino ha 60 giorni di tempo per pagare o contestare la cartella. Scaduto il termine, si dovranno pagare ulteriori importi:

  • gli interessi di mora, che maturano  a partire dalla data di notifica su ogni giorno di ritardo e che Equitalia riversa interamente agli enti creditori;
  • per i debiti previdenziali, le sanzioni civili o cosiddette “somme aggiuntive”, che Equitalia riversa sempre interamente agli enti creditori;
  • l’aggio di riscossione interamente a carico del contribuente e pari al 9% del totale (8% per i ruoli emessi dal 1° gennaio 2013);
  • le eventuali spese per le procedure cautelari ed esecutive (fermi, ipoteche, pignoramenti).

Se la cartella non viene pagata entro 60 giorni, Equitalia deve attivare tutte le procedure per il recupero forzoso del credito.

Consigli utili per poter contestare la cartella

  • quando si riceve un verbale per un’infrazione al codice della strada è necessario conservare tutta la documentazione per almeno dieci anni, fino a quando non si sarà definitivamente prescritto il credito dell’amministrazione per la riscossione della sanzione: sarà quindi necessario conservare il verbale, la ricevuta del bollettino di pagamento o la documentazione relativa alla fruttuosa opposizione;
  • per risalire alla ragione del presunto debito vantato dall’amministrazione, ci si può rivolgere agli sportelli di Equitalia chiedendo un estratto della propria esposizione debitoria ed il dettaglio di ogni eventuale pendenza;
  • per ogni incertezza circa l’effettiva avvenuta notifica di verbali o ingiunzioni, si potrà esercitare il diritto di accesso agli atti, così da poter preventivamente esaminare la relata di notifica redatta dal messo notificatore ed appurare se la stessa sia stata eseguita nel rispetto delle formalità prescritte dalla legge;
  • contattare immediatamente il proprio legale di fiducia, considerando che il termine per l’opposizione è di soli 30 giorni (nel caso del ricorso ex lege 689/81) o 20 giorni (per l’opposizione agli atti esecutivi);
  • non trascurare mai di ritirare atti lasciati in giacenza presso la Casa Comunale, perchè la notifica si perfezionerà ugualmente anche in caso di mancato ritiro.

 

 

 

 


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