Approvato l’avviso per la concessione di contributi per interventi di innovazione a sostegno e rilancio delle attività del commercio in aree urbane attraverso il recupero di spazi sfitti, nei quali potranno insediarsi le PMI del commercio, del turismo, dell’artigianato e dei servizi. I contributi alle imprese sono concessi attraverso i Comuni capofila dei Distretti Urbani del Commercio che risponderanno all’avviso presentando la proposta di progetto dal 12 luglio e fino al 15 novembre 2016.

PREMESSE E OBIETTIVI

Nel mondo greco-romano “Stoa“ era il portico colonnato che contornava la piazza (Agorà) e le sue vie d’accesso, sotto il quale si passeggiava, si conversava, si beveva e si mangiava, ma soprattutto si facevano acquisti poiché il colonnato ospitava, come una vera galleria commerciale, i banchi dei mercanti. Quel portico colonnato era manifestazione del gusto e dell’opulenza della città e alla sua ideazione e costruzione venivano chiamati a gareggiare i migliori artisti. Sinonimo di piacevolezza ed espressione di bellezza, la Stoa è luogo celebrato da filosofi, scrittori e storici. La Stoa – primo esempio conosciuto dalla civiltà europea di aggregazione urbana di attività commerciali in sede fissa – è quindi il primo esempio di centro commerciale naturale, precursore dei distretti e delle reti di spazi commerciali e artigianali di servizi dei centri storici delle città moderne e contemporanee. Oggi, grazie al ritrovato impegno di istituzioni locali, operatori commerciali e dei servizi, sviluppatori e proprietari immobiliari, operatori ed istituzioni culturali, la Stoa può rinascere anche laddove la crisi economica, la concorrenza dei centri commerciali pianificati extraurbani e dei canali di acquisto via internet, hanno spento insegne e fatto chiudere molte vetrine. Il partenariato però non basta, occorre una rilettura moderna del centro storico e dell’attività economica, a partire da quella distributiva, che guardi alla unicità dei nostri contesti urbani, alla qualità e alla specializzazione dell’offerta commerciale, all’innovazione continua e profonda delle attività e all’uso sapiente delle nuove tecnologie: ecco perché nel 2020 avremo la Sto@ e non più la Stoa. Obiettivo principale del Avviso è, quindi, la rivitalizzazione e rigenerazione dei centri urbani caratterizzati da indebolimento dell’offerta commerciale attraverso il riuso di spazi sfitti e dismessi di piccola dimensione da realizzarsi incentivando e rilanciando le attività commerciali, del turismo e dell’artigianato di servizi ripensando gli spazi pubblici in chiave integrata anche al fine di consentire il miglioramento della qualità della vita delle comunità che vi gravitano e una maggiore attrattività nei confronti dell’esterno. Le finalità dell’intervento regionale, da perseguire tramite la realizzazione di progetti in partenariato pubblico privato all’interno dei Distretti Urbani del Commercio (di seguito DUC), si possono sintetizzare come segue:

  • contrasto all’indebolimento e alla desertificazione delle attività commerciali (e di servizi) nelle aree urbane;
  • incentivo alla creazione di forme organizzate di rigenerazione del tessuto commerciale in area urbana generate dal basso;
  • sperimentazione di forme di rigenerazione urbana basate sul commercio come leva di riqualificazione e di attrattività;
  • promozione di iniziative emblematiche di recupero degli spazi sfitti di piccola dimensione a destinazione commerciale e artigianale delle aree caratterizzate da un consistente indebolimento dell’offerta commerciale nei Distretti Urbani del Commercio (DUC).

AREE DI INTERVENTO

I progetti dovranno essere articolati in uno o più dei seguenti interventi che dovranno caratterizzarsi per un adeguato livello di innovazione tecnologica, organizzativa e di processo:

  1. Promozione e gestione della ricollocazione di spazi commerciali di vendita al dettaglio e artigianali di servizi (a titolo esemplificativo attività artigiani su strada come lavanderie, gelaterie, pasticcerie, parrucchieri, calzolai, ..) sfitti: attività organizzative e gestionali del DUC e delle aggregazioni di operatori volte a favorire l’incontro tra domanda e offerta e ad organizzare e supportare l’avvio dell’attività anche mediante attività formative per gli operatori e agevolazioni fiscali da parte del Comune capofila ai locatori e affittuari;
  2. Ristrutturazione degli spazi commerciali o di servizi sfitti o dismessi e interventi volti a migliorare la funzionalità, l’accessibilità e l’impatto visivo delle aree attigue ad uso pubblico: interventi strutturali di ripristino degli spazi commerciali e delle attigue aree ad uso pubblico, miglioramento e innovazione nel servizio reso alla clientela e al cittadino;
  3. Animazione e marketing: interventi di marketing, animazione e gestione dell’immagine coordinata, eventi promozionali, qualificati allestimenti culturali, eventi creativi, di attrazione e di informazione, finalizzati a promuovere in modo integrato l’offerta commerciale, turistica e di servizi.

I progetti devono coprire almeno due delle aree di intervento sopra elencate per risultare ammissibili alla fase di negoziazione di cui al successivo punto 10.2.

Gli interventi previsti nei progetti dovranno avere una durata minima di 12 mesi e una durata massima di 24 mesi.

DOTAZIONE FINANZIARIA

La dotazione finanziaria ammonta a complessivi € 3.250.000,00.

Su tale dotazione complessiva la quota del 10% pari a € 325.000,00 è considerato riserva premiale da assegnare secondo le modalità previste al successivo punto 10.2 “Fase negoziale e presentazione del progetto definitivo”.

È ammesso per ogni Comune capofila dei DUC un progetto complessivo di dimensione minima di € 40.000,00 con un contributo regionale a fondo perduto (esclusivamente a copertura di spese di investimento) fino a un massimo del 50% destinato ai soggetti beneficiari di cui al successivo punto 7.

Il contributo regionale non potrà eccedere l’importo massimo di € 100.000,00.

La riserva premiale del 10% della dotazione finanziaria sarà utilizzata nella fase negoziale, di cui al successivo punto 10.2, dal Comitato di progetto per finanziare l’estensione dei progetti approvati con ulteriori azioni, coerenti con quanto previsto dai criteri previsti dalla presente misura, fino ad un massimo di ulteriori € 30.000,00 di contributo per ciascun progetto. A tale incremento in fase negoziale possono essere destinati anche eventuali residui derivanti da un minor importo destinato ai progetti rispetto al massimale di 100.000,00 euro sopra indicato.

AMBITO TERRITORIALE

I progetti dovranno svilupparsi nelle aree perimetrate all’interno del DUC, al link www.dati.lombardia.it – OPEN DATA REGIONE LOMBARDIA – Mappa Distretti Urbani del Commercio riconosciuti da Regione Lombardia ad esclusione del Comune di Milano come specificato nella D.G.R. n. X/5101 del 29/04/2016.

SOGGETTI BENEFICIARI E REQUISITI

I beneficiari finali del contributo regionale, per il tramite dei Comuni Capofila sono:

  1. Micro e PMi del commercio, del turismo, dell’artigianato e dei servizi che si collochino in spazi sfitti, anche per attività temporanee (della durata minima di 6 mesi) a destinazione commerciale, artigianale e terziaria in aree caratterizzate da rischi di indebolimento dell’offerta commerciale;
  2. Aggregazioni delle imprese di cui al punto a) (società, associazioni, consorzi, reti) che svolgano servizi di riqualificazione, promozione e incoming per mantenere e portare nuovi operatori ed attività negli spazi sfitti.

Sono escluse le imprese con i codici Ateco di attività prevalente elencati di seguito:

  • 78.94 Commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop);
  • 00 Attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco;
  • 00.02 Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone;
  • 00.09 Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse;
  • 04 Servizi dei centri per il benessere fisico;
  • 04.1 Servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali).

soggetti privati beneficiari finali del contributo regionale, in forma singola o aggregata, dovranno rispettare i seguenti requisiti in fase di richiesta e concessione del contributo:

  • essere micro, piccola o media impresa con riferimento all’Allegato I del Regolamento UE 651/2014, del 17 giugno 2015;
  • essere iscritte e attive al Registro Imprese delle Camere di Commercio;
  • non trovarsi in nessuna delle situazioni ostative relative agli aiuti di Stato dichiarati incompatibili dalla Commissione europea;
  • non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi situazione equivalente secondo la normativa vigente;
  • avere legali rappresentanti, amministratori (con o senza poteri di rappresentanza) e soci per i quali non sussistano cause di divieto, di decadenza, di sospensione previste dall’art. 67 del D. Lgs. 06/09/2011, n. 159 (c.d. Codice delle leggi antimafia);
  • svolgere l’attività di cui ai settori richiamati nel presente paragrafo (commercio, turismo, artigianato e servizi);
  • presentare i requisiti previsti dal D. Lgs 231/2007 e successive disposizioni attuative emanate da Banca d’Italia in materia di riciclaggio e finanziamento al terrorismo.

In fase di erogazione dovranno non essere destinatari di ingiunzioni di recupero pendente per effetto di una decisione di recupero adottata dalla Commissione europea ai sensi del Reg. (CE) n. 1589/2015 in quanto hanno ricevuto e successivamente non rimborsato o non depositato in un conto bloccato aiuti che lo Stato è tenuto a recuperare in esecuzione di una decisione di recupero adottata dalla Commissione Europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1589/2015.

I soggetti privati beneficiari finali del contributo regionale, devono sottoscrivere una dichiarazione ai sensi del D.P.R. 445/2000 che:

  • attesti di non rientrare nelle specifiche esclusioni di cui all’art. 1 del suddetto Regolamento (UE);
  • informi su eventuali aiuti “de minimis”, ricevuti nell’arco degli ultimi tre esercizi finanziari in relazione alla propria attività rientrante nella nozione di impresa unica con relativo cumulo complessivo degli aiuti de minimis ricevuti;
  • attesti di non rientrare tra imprese che sono destinatarie di ingiunzioni di recupero pendente per effetto di una decisione di recupero adottata dalla Commissione europea ai sensi del Regolamento (CE) 1589/2015 in quanto hanno ricevuto e successivamente non rimborsato o non depositato in un conto bloccato aiuti che lo Stato è tenuto a recuperare in esecuzione di una decisione di recupero adottata dalla Commissione Europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1589/2015;
  • attesti di non essere impresa che si trovano in stato di fallimento, di liquidazione (anche volontaria), di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa statale vigente.

Ai sensi della l.r. 8/2013, le imprese beneficiarie di agevolazioni coperte dalla quota parte di cofinanziamento regionale che detengono a qualsiasi titolo apparecchi per il gioco d’azzardo lecito devono rimuovere tali apparecchi eventualmente detenuti a qualsiasi titolo alla scadenza del contratto di installazione stipulato con il concessionario e non potranno procedere con nuove installazioni dalla data di presentazione della domanda di contributo e per i successivi tre anni dall’erogazione dello stesso.

Secondo quanto disposto dall’art. 72 della l.r. 27/2015 ”Politiche regionali in materia di turismo e attrattività del territorio lombardo”, qualora i Comuni eroghino agevolazioni alle strutture ricettive alberghiere e non alberghiere, devono acquisire entro la data di concessione del contributo, una specifica dichiarazione del beneficiario in cui lo stesso dichiari che il proprio fatturato o il ricavato dell’attività ricettiva degli ultimi tre anni deriva interamente dall’attività turistica, pena la decadenza al diritto al contributo per la struttura ricettiva e per il Comune Capofila. La presente disposizione deve essere inserita a cura del Comune Capofila in eventuali bandi derivanti dai progetti presentati.

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