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Della presunta evasione dell’ente associativo non risponde il legale rappresentante che ha sottoscritto la dichiarazione dei redditi, in quanto la responsabilità per le obbligazioni sociali – anche di natura tributaria – deve essere circoscritta alle sole obbligazioni sorte nel periodo di investitura.

A precisarlo una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Bari (sentenza 29 maggio 2015 n. 1251/13/15) che ha affrontato il tema della responsabilità solidale del rappresentante legale di una associazione per i debiti tributari dell’ente riferiti agli anni di imposta precedenti al suo insediamento.

Per la commissione tributaria è irrilevante la firma del modello Unico, perché costituente un adempimento previsto dalle istruzioni ministeriale e un obbligo di legge. Al riguardo, la giurisprudenza ha enucleato il principio di diritto “per cui in caso di debiti di imposta che sorgono ex lege al verificarsi del relativo presupposto, è chiamato a rispondere personalmente e solidalmente tanto per le sanzioni pecuniarie che per il tributo non corrisposto, il soggetto che in forza del ruolo rivestito abbia diretto la complessiva gestione associativa  nel periodo di comporto; il semplice avvicendarsi delle cariche sociali nel sodalizio non comporta alcun fenomeno di successione nel debito in capo al soggetto subentrante con esclusione di quello che aveva in origine contratto l’obbligazione” (ex plurimis Cass. 29734/2011 e Cass. n. 20485/2013).

Il riferimento al ruolo gestorio comporta che la responsabilità per le obbligazioni sociali – anche di natura tributaria – debba essere circoscritta alle sole obbligazioni sorte nel periodo di relativa investitura.

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